Google+ Applicazioni Grafiche: Camera Raw e Photoshop

lunedì 9 giugno 2014

Camera Raw e Photoshop




Adobe Camera Raw, scaricabile gratuitamente dal sito Adobe (partendo da QUI), è un plug-in per Adobe Photoshop (ed Adobe Bridge) che consente di visualizzare, elaborare e gestire le immagini RAW prodotte da gran parte delle fotocamere digitali in commercio. Il nome viene spesso abbreviato in “ACR” Naturalmente il plug-in esiste sia per la versione Windows di Photoshop che per quella Macintosh.

Il modulo di Photoshop CS che "sviluppa" gli scatti in formato raw prima di passarli al fotoritocco è più versatile di quanto non pensino molti appassionati di fotografia, ma per sfruttarlo bene bisogna prendere familiarità con le sue svariate opzioni

é usato per "sviluppare" i file degli scatti in formato RAW, ma molti si limitano a poche correzioni di base per svolgere il "vero" lavoro appunto in Photoshop. È un errore, o perlomeno un'occasione persa, perché Camera Raw fa molto più di questo. Le funzioni del software sono tali che alcune elaborazioni per cui consideriamo Photoshop indispensabile si possono invece svolgere in Camera Raw. Bisogna però prendere confidenza col programma e soprattutto con la sua interfaccia, che per chiarezza e usabilità resta sempre indietro rispetto a Photoshop.

Camera Raw nasce come camera oscura digitale che elabora i file nel particolare formato raw prodotto dalla nostra fotocamera e li passa a Photoshop in un formato che questo possa usare. La potenza di una camera oscura digitale è di molto superiore a quella analogica, e Camera Raw permette di modificare praticamente tutto di uno scatto a parte i suoi parametri fisici (tempo, diaframma, messa a fuoco, sensibilità impostata del sensore), consentendoci quindi di recuperare quasi del tutto errori di esposizione, bilanciamento del bianco, saturazione dei colori, allineamento prospettico e via dicendo.

L'abitudine a scattare in raw non è diffusissima, però, dato che il formato JPEG è considerato più comodo. Camera Raw non diventa per questo meno utile: può gestire anche immagini non "grezze" ma in formato JPEG o TIFF, è solo leggermente più complicato. Bisogna sfogliarle in Bridge, selezionarne una o più di una, attivare il menu contestuale (clic col tasto destro del mouse) e scegliere il comando Apri in Camera Raw(se apriamo un file raw, invece, Camera Raw si avvia automaticamente). Le immagini TIFF o JPEG ritoccate anche minimamente in Camera Raw restano associate ad esso, quindi un doppio clic le riaprirà in Camera Raw e non in Photoshop.

Perché usare Camera Raw anche con file non raw? Per due motivi. Il primo è che Camera Raw è stato progressivamente arricchito di strumenti per il ritocco anche creativo delle immagini e oggi può rivelarsi sufficiente ed evitarci il passaggio in Photoshop. Il secondo, più importante, è che le modifiche apportate da Camera Raw sono non-distruttive anche se si modifica una immagine JPEG o TIFF, il che è sempre un toccasana per il fotoritocco e consente di lavorare con più tranquillità e con risultati migliori.

Il funzionamento generale

La finestra di lavoro di Camera Raw è unica, non prevede pannelli flottanti. In alto c'è una barra degli strumenti (toolbar) dove troviamo soprattutto elementi legati alla postproduzione creativa, a destra una serie di pannelli selezionabili da altrettante icone e legati più che altro all'ottimizzazione dello scatto in raw, con sopra l'istogramma RGB. Al centro della finestra c'è l'anteprima dell'immagine e sulla sinistra appare - se abbiamo aperto contemporaneamente più immagini – la filmstrip, che contiene le miniature dei file aperti. In questo caso il pulsante Sincronizza permette di copiare e incollare le modifiche da una immagine principale (quella con la cornice blu) a una o più delle altre, da selezionare come al solito con il mouse.



Preferenze e impostazioni

Cliccando sulla piccola freccia alla destra del menu Impostazioni si apre un menu che consente di configurare vari aspetti di ACR:



il vantaggio principale del lavorare col formato RAW è che, dopo lo scatto, si hanno a disposizione i dati grezzi raccolti dal sensore, anziché un’immagine che la fotocamera ha già elaborato in qualche modo (regolando curve, applicando una maschera di contrasto, ecc.) In altre parole, con il RAW si lavora su un’immagine non ancora renderizzata, il che vuol dire che si ha molto più margine di manovra rispetto ad un JPEG

Modificare curve o livelli in un file JPEG significa rimescolare informazioni già cristallizzate, alterandole e quasi sempre sacrificandone una parte. Con il RAW invece si hanno a disposizione tutti i dati di partenza, e senza andare mai ad intaccare il file originale (i file RAW sono di sola lettura) si possono ottenere immagini elaborate secondo i propri gusti; questo si chiama “editing non distruttivo”. Certo, una volta prelevata un’immagine in JPEG dalla fotocamera si possono fare mille interventi e poi salvare il tutto in un nuovo file, senza pregiudicare così l’originale: ma questo non equipara comunque i due flussi di lavoro (JPEG e RAW) proprio perché anche gli interventi di postproduzione possono, nel caso dei JPEG, distruggere dati. Ci spieghiamo con un esempio: se scattiamo una foto in formato JPEG, questa sarà costituita da una serie di punti, distribuiti lungo la gamma di toni, dal più scuro al più chiaro. Al momento di produrre il JPEG, la fotocamera applicherà (tra gli altri) degli aggiustamenti alle curve ed al contrasto, per rendere l’immagine brillante e piacevole da guardare: questi interventi renderanno la foto migliore da un punto di vista visivo, e la priveranno di alcuni di quei punti: probabilmente alcuni toni medi saranno resi un po’ più scuri ed altri un po’ più chiari, per aumentare l’impatto visivo della foto. Inoltre, com’è noto, l’immagine viene compressa per produrre un file più piccolo, il che comporta una certa perdita di informazioni. Tutto bene, ma se dopo lo scatto volessimo un’interpretazione più morbida della stessa foto? Aprendola in Photoshop potremo, mediante curve e livelli, appiattirne il contrasto, ma a quel punto è Photoshop che, non trovando i “toni medi” che cerchiamo noi, se li va a creare da solo agendo su quello che ha a disposizione, cioè i punti che gli sono rimasti dopo che la fotocamera ha già processato l’immagine per ottenerne un JPEG. Se invece avessimo scattato in RAW, avremmo di base un’immagine molto morbida, dalla quale poter partire per avere alla fine una foto contrastata e brillante oppure morbida e ricca di sfumature, a seconda dei nostri gusti, potendo sempre usare, per manipolarla, tutti i dati di partenza raccolti dal sensore.

Di solito quando si confrontano RAW e JPEG si usa una metafora fotografica dicendo che il RAW è come se fosse il negativo ed il JPEG una stampa. Un altro modo di vedere la questione è il seguente: il RAW è avere gli ingredienti per una torta, il JPEG è avere una torta precotta che al massimo si può farcire e decorare entro certi limiti.
Tutto questo spiega perché di norma le immagini in RAW appena aperte siano morbide e piatte: non è che sono brutte, è che sono la materia grezza dalla quale partire per fare noi quello che la fotocamera fa in automatico quando scattiamo in JPEG. Per alcuni questo è un vantaggio, per altri una seccatura immane visto che il JPEG gli va bene.

Una volta aperta un’immagine RAW, ACR applica alla foto alcune impostazioni di default associate alla fotocamera utilizzata. Usando il menu citato per ultimo, ed il comando Impostazioni dal quale origina, è possibile stabilire se alla foto aperta ACR debba applicare tali impostazioni di default (previste per quella specifica fotocamera) oppure altre impostazioni salvate dall’utente. Infatti, se si desidera memorizzare un certo insieme di impostazioni, lo si può fare mediante il comando Salva Impostazioni, anche solo parzialmente (Salva sottogruppo di impostazioni). Ad esempio, se si lavora spesso in condizioni controllate e ripetibili (caso tipico: una sala di posa), si possono memorizzare i parametri relativi a quella situazione di ripresa che si sa essere sempre gli stessi (bilanciamento del bianco, esposizione, ecc.) in modo da non doverli applicare a mano ogni volta. Se le impostazioni vengono salvate nella cartella di default (che su Mac è nella cartella dell’utente, sotto Libreria/Application Support/Adobe) poi appaiono anche nel menu Impostazioni. Altrimenti, per poterle recuperare bisogna caricarle con il comando Carica Impostazioni. Le impostazioni salvate si possono eliminare con il comando Elimina Impostazioni Correnti.

Riepilogando:

- con la voce Impostazioni Immagine, ACR applica alla foto le impostazioni inizialmente previste per quel file, ovvero: le impostazioni di fabbrica previste per la fotocamera utilizzata, se è la prima volta che si apre tale foto; se invece la foto è già stata elaborata, ACR usa le impostazioni contenute nel suo database o nel file XMP relativo all’immagine specifica.

- con la voce Impostazioni predefinite camera Raw, ACR applica le impostazioni di fabbrica previste per la fotocamera utilizzata.

- con la voce Conversione Precedente, ACR applica all’immagine le impostazioni relative alla precedente conversione.

- con la voce Personali, ACR applica le impostazioni derivanti dai cursori come regolati dall’utente.

Da notare che le impostazioni predefinite di ACR possono essere modificate: basta creare delle nuove impostazioni e scegliere Salva nuove impostazioni predefinite…. Quelle ufficiali si possono ripristinare con il comando Ripristina impostazioni predefinite…


Con la voce di menu Preferenze si accede al seguente pannello:



La prima voce serve a decidere se le impostazioni applicate all’immagine debbano essere salvate in un file separato (con estensione .xmp) o nel database di ACR. Ecco l’essenza del formato RAW: il file originale rimane intonso, e tutti gli interventi vengono memorizzati altrove e richiamati all’occorrenza. Se si sceglie di affidarsi ai file XMP, bisogna ricordarsi in futuro che tale file dovrà sempre accompagnare il RAW a cui si riferisce, altrimenti gli interventi andranno persi (inoltre, il file XMP dovrà sempre avere lo stesso nome del RAW). L’alternativa è affidarsi al database di ACR, che non usa il nome del file per indicizzare le impostazioni, dunque consente di rinominare ed anche di spostare le foto. Ma appena si cambia computer, o si masterizzano le foto su CD o DVD, le impostazioni non seguono i file immagine, per cui bisogna, per ogni singolo file RAW, esportarle in uno specifico file XMP (mediante il comando Esporta Impostazioni).

La voce Applica Contrasto a serve a decidere se l’impostazione relativa alla Nitidezza (nel pannello Dettagli) debba essere applicata solo all’anteprima che vediamo in ACR o anche all’immagine una volta aperta in Photoshop. Si noti che, nonostante la voce sia Applica contrasto, in realtà si riferisce alla Nitidezza (sotto Dettagli) e non al Contrasto (che sta sotto Regola) – in originale, allo Sharpening e non al Contrast.



Le tre caselle del gruppo Impostazioni Immagine Predefinite servono a decidere se, all’apertura di un RAW, ACR debba o meno applicare gli interventi di default menzionati poco sopra, anche in relazione ad eventuali regolazioni specifiche, legate agli ISO ed al numero di serie, della fotocamera utilizzata.
Le ultime due impostazioni riguardano la gestione dei file DNG, qualora si decida di lavorare adoperando questo formato.

La finestra di lavoro di Camera Raw

Alcuni elementi "di servizio" di questa finestra restano costanti. La piccola icona della toolbar che si trova più a destra, immediatamente accanto ai pannelli, porta la finestra a pieno schermo per lavorare con maggiore comodità, specie su schermi piccoli. Il checkboxAnteprima che si trova alla sua sinistra attiva e disattiva le modifiche apportare con gli strumenti attivi. Il pulsante Salva immagine in basso a sinistra permette in qualsiasi momento di salvare l'immagine in lavorazione o una sua copia in formato DNG, JPEG, TIFF o PSD.

In basso a destra c'è il gruppo di pulsanti Apri immagine, Annulla e Chiudi per, rispettivamente: aprire l'immagine attiva in Photoshop, chiudere Camera Raw senza aprire l'immagine in Photoshop e annullando tutte le modifiche, chiudere Camera Raw senza aprire l'immagine in Photoshop ma conservando tutte le modifiche. La descrizione degli attributi dell'immagine che si trova nel bordo inferiore della finestra è un link: cliccandolo appare una finestra dove modificarli in funzione di ciò che intendiamo fare con l'immagine stessa. Passando il puntatore del mouse sulla gran parte degli elementi dell'interfaccia appaiono dei piccoli fumetti esplicativi, molto completi, sulle loro funzioni.




Le finestre per il salvataggio dell'immagine e per la modifica dei parametri dell'immagine stessa, in funzione del nostro flusso di lavoro

Non esiste una procedura fissa per l'ottimizzazione di uno scatto in Camera Raw: qualsiasi modifica apportata è non-distruttiva, quindi la si può eliminare anche molto dopo averla apportata e anche dopo aver chiuso e poi riaperto il file (le modifiche sono salvate in un file accessorio XMP, tra l'altro compatibile con Lightroom 4).

C'è chi preferisce concentrarsi prima sull'ottimizzazione dello scatto, usando i pannelli, e chi invece esegue prima operazioni come la rotazione e il ritaglio per poi ottimizzare solo la parte di immagine che ha voluto conservare. C'è anche chi non separa queste due classi di operazioni e passa dalla toolbar ai pannelli e viceversa, a seconda di ciò che serve in ogni determinato momento.
I pannelli da non cambiare

Camera Raw conta dieci pannelli, ma niente paura: quelli davvero importanti sono solo sette e alcuni integrano poche regolazioni. I tre pannelli che possiamo trascurare - non perché non siano utili, ma perché spesso non se ne fa uso - sono quelli più destra.

Istantanea serve a salvare appunto una "istantanea" delle regolazioni effettuate sino a quel momento, per recuperare anche in seguito il "semilavorato" a cui eravamo giunti (è un'alternativa al salvataggio fisico di versioni intermedie della nostra elaborazione). Le istantanee si possono anche usare in modo creativo: elaboriamo uno scatto fino a ottenere un certo risultato e definiamo un'istantanea; poi eliminiamo tutte le modifiche per tornare al file originario e seguiamo una strada creativa diversa, creando una seconda istantanea della nuova elaborazione; ripetiamo queste operazioni quante volte vogliamo. Alla fine avremo tante istantanee, una per ciascun risultato creativo diverso, che potremo recuperare in qualsiasi momento.

Predefiniti ha una funzione simile ma per le impostazioni di Camera Raw e non per le modifiche apportate all'immagine.




Il pannello Calibrazione fotocamera

Calibrazione fotocamera nel suo complesso serve a indicare al software come la nostra macchina fotografica "vede" il mondo e soprattutto i colori. Camera Raw ha dei suoi profili standard da applicare in base alle fotocamere che rileva, se non ci riteniamo soddisfatti possiamo modificare il comportamento di tale profilo manualmente, operando con i cursoriOmbre e Rosso/Verde/Blu Primario, oppure creare un nostro profilo specifico usando software appositi e un ColorChecker per poi darlo in pasto a Camera Raw. Di solito si lascia questo pannello come lo si trova.

Il menu Elaborazione serve a indicare a Camera Raw quale algoritmo di elaborazione delle immagini adottare: l'opzione 2012 attiva quello più recente ed efficace, meglio noto come Process 2012. Non ci sono motivi reali per tornare al vecchio Process 2010 o addirittura al 2003, a meno di non volere a tutti i costi riportare l'interfaccia dei pannelli di Camera Raw alle vecchie regolazioni.
Le prime ottimizzazioni

Il pannello da cui partire è il primo da sinistra, Base. La sua struttura è cambiata rispetto alle versioni precedenti di Camera Raw: l'adozione del Process 2012 ha portato una riorganizzazione dei cursori e una modifica del loro range, con l'obiettivo di rendere le operazioni più comprensibili e intuitive.

I primi tre elementi di Base sono legati al bilanciamento del bianco: il menuBilanciamento bianco seleziona uno dei possibili preset per la calibrazione della temperatura colore dell'immagine, che sono quelli presenti in ogni fotocamera. I cursoriTemperatura e Tinta permettono di agire in maniera più mirata, ma lo strumento più immediato per il bilanciamento del bianco si trova nella toolbar: è il terzo strumento da destra, con l'icona a forma di contagocce; lo si seleziona e poi si deve cliccare su un'area della fotografia che sappiamo essere di tonalità grigio neutro.



Il pannello Base

La seconda sezione del pannello è legata al controllo dell'esposizione. Esposizione eContrasto non hanno bisogno di molte spiegazioni: agiscono su tutta l'immagine e con il Process 2012 sono stati resi meno aggressivi. Usiamoli ugualmente con moderazione, non da soli ma in sinergia con gli altri cursori del pannello. Esposizione resta indispensabile per gli scatti palesemente mal esposti, per ottimizzare la gamma tonale della fotografia conviene usare i cursori mirati Luci, Ombre, Bianchi e Neri, che intervengono selettivamente su mezzitoni chiari, mezzitoni scuri, alteluci e ombre. Nell'usarli si badi sempre a come si muove l'istogramma per evitare di perdere dettaglio nelle zone in ombra e in quelle illuminate.

Contrasto va usato in sinergia con Chiarezza. Contrasto agisce soprattutto sugli estremi delle tonalità, mentre Chiarezza sui mezzitoni. Per questo è più efficace nel "tirare fuori" la trama di certe superfici senza rendere troppo drammatica l'immagine nel suo complesso.



La stessa immagine modificata portando al massimo Contrasto (a sinistra) oppure al massimo Chiarezza (a destra)

Anche Vividezza e Saturazione sono sinergici. Saturazione tende a "caricare" tutta l'immagine, mentre Vividezza agisce sulle parti meno sature senza intervenire su quelle che sono già abbastanza "presenti". Dipende dal risultato che vogliamo ottenere e comunque, come anche nel caso di Contrasto e Chiarezza, la cosa migliore è sperimentare.



La stessa immagine modificata portando al massimo Saturazione (a sinistra) oppure al massimo Vibidezza (a destra)
Questione di toni

Il secondo pannello Curva di viraggio serve a regolare lo spazio tonale dell'immagine, intervenendo sulla curva delle tonalità, ed è diviso in due sezioni. In Parametrica modifichiamo la curva usando cursori specifici per mezzitoni chiari, mezzitoni scuri, alteluci e ombre; in Punti possiamo modificarne la forma a piacimento definendo e poi trascinando con il mouse alcuni punti di flesso.

In quest'ultima sezione ci sono anche due preset (contrasto medio e forte, dal menuCurva) e un menu Canale permette di intervenire sui singoli canali RGB. Anche in questo caso durante le modifiche è bene osservare come si muove l'istogramma in alto, per evitare di generare zone troppo scure o troppo chiare.



Il pannello Curva di viraggio

Se non sappiamo in che range di tonalità si trova una zona su cui vogliamo intervenire usiamo lo strumento Regolazione mirata, o Target Adjustment Tool (TAT, il quinto strumento della toolbar). Selezioniamolo e con il mouse facciamo clic su un punto che ha la tonalità da modificare, tenendo premuto il pulsante del mouse. Spostandoci verso destra aumenteremo il valore della zona tonale del punto selezionato, a sinistra lo diminuiremo.

Il TAT controlla anche altri parametri selezionabili dal suo menu a tendina (Tonalità,Saturazione, Luminanza, Miscela scala di grigio, mentre la voce che ci interessa in questo caso è Curva parametrica). Il TAT seleziona in automatico il parametro corrispondente al pannello attivo: Curva parametrica se è visibile Curva di viraggio;Tonalità, Saturazione, Luminanza o Miscela scala di grigio a seconda di che sezione del pannello (che descriviamo più avanti) HSL / Scala di grigio è in primo piano.



Il menu che appare tenendo premuto il pulsante del mouse mentre si fa clic sul TAT

Il pannello Dettagli permette di ottimizzare in maniera mirata la nitidezza dell'immagine attraverso i cursori della sezione Nitidezza. Fattore regola la forza dello sharpening: valori elevati portano un effetto più pronunciato. Raggio imposta il raggio di intervento dello sharpening: valori bassi esaltano solo i pixel dei bordi. Dettagli rafforza l'effetto di sharpening aumentando il contrasto locale intorno ai bordi, con risultati positivi nelle aree con una trama evidente.

Mascheratura regola l'applicazione di una maschera definita automaticamente: il valore 0 corrisponde a nessuna maschera e quindi all'applicazione dello sharpening su tutta l'immagine, all'aumentare del valore viene creata una maschera che seleziona in maniera sempre più mirata i soli bordi presenti nell'immagine.

Tenendo premuto il tasto Alt mentre si muove uno dei quattro cursori viene mostrata, rispettivamente: una anteprima dell'immagine per la sola luminosità (Fattore); i pixel interessati dallo sharpening (Raggio); il dettaglio recuperato (Dettagli); la maschera applicata (Mascheratura).



Il pannello Dettagli

Nella parte Riduzione disturbo del pannello si combatte il rumore elettronico che affligge le immagini scattate ad alti ISO o in condizioni di bassa luminosità. Anche qui si agisce tramite cursori per intervenire sul rumore in luminanza (Luminanza, Dettagli luminanza, Contrasto luminanza) e su quello cromatico (Colori, Dettagli colore). L'efficacia di Camera Raw non è ai livelli dei plug-in mirati da decine o centinaia di euro che si possono installare in Photoshop, ma è sufficiente per riequilibrare immagini anche piuttosto disturbate.

Correzioni selettive

I due pannelli HSL / Scala di grigio e Divisione toni sono complementari nel gestire le dominanti dei colori presenti nella nostra fotografia. Il primo mette a disposizione i controlli per regolare separatamente tonalità, saturazione e luminanza in base a otto gamme di colori, dai rossi ai magenta. Divisione toni interviene selettivamente e in modo diverso nelle parti scure o in quelle chiare dell'immagine, per le quali possiamo definire una tonalità e un grado di saturazione. Il cursore Bilanciamento indica verso quale delle due impostazioni va spostata la saturazione complessiva dell'immagine.




I pannelli HSL e Divisione toni operano in maniera complementare

Nel pannello HSL / Scala di grigio è presente l'opzione Converti in scala di grigio, che trasforma un'immagine a colori in una a toni di grigio. Selezionandola, i tre sottopannelli HSL vengono sostituiti dalla sezione Miscela scala di grigio, tramite cui definire la luminosità dei pixel corrispondenti alle varie gamme di tonalità.

Durante queste regolazioni il TAT può identificare automaticamente la gamma di colori a cui appartiene la zona su cui vogliamo intervenire. È utile anche il Campionatore colore(il quarto strumento da destra nella toolbar). Cliccando sull'immagine con il campionatore attivo definiamo fino a nove punti di campionamento: i valori RGB di quei pixel sono mostrati sopra l'anteprima dell'immagine e variano in tempo reale a seconda di come stiamo modificando l'immagine. Il pulsante Cancella campionatori li elimina tutti in un colpo solo.



Il pannello Correzioni lente

Il pannello Correzioni lente contiene i cursori per bilanciare le distorsioni e le aberrazioni cromatiche che qualsiasi obiettivo può introdurre. I cursori della sezione Manuale vanno bene per correzioni "a occhio", risultati migliori si ottengono nella sezione Profilo facendo operare Camera Raw in autonomia in base all'obiettivo usato. Se questo non viene riconosciuto automaticamente si passa nella parte Profilo lente e dai vari menu a tendina si seleziona l'obiettivo all'interno del database di Camera Raw, piuttosto completo.

Nella sezione Manuale la parte Vignettatura lente non riguarda la vignettatura artistica, ma la compensazione della caduta indesiderata di illuminazione ai bordi di molti obiettivi. L'opzione Elimina margine è una brutta traduzione di Defringe: attiva la compensazione del fringing, ossia delle aberrazioni cromatiche che talvolta affliggono i bordi degli oggetti che si trovano alle estremità dell'inquadratura.



Il pannello Effetti

La vignettatura artistica si trova nel pannello Effetti, insieme alla sezione Granulositàche simula la grana di una pellicola analogica ad alta sensibilità. Di una vignettatura si possono definire cinque parametri: intensità di luce o di ombra (Quantità), posizione del punto di transizione della sfumatura (Punto medio), rotondità dei bordi (Rotondità), nettezza della transizione (Sfumatura) e intensità delle zone chiare coperte dalla vignettatura (Luci). Una vignettatura così definita "sopravvive" anche in caso di ritaglio della fotografia: gli stessi parametri vengono applicati automaticamente alla nuova immagine ritagliata. I tre tipi di vignettatura selezionabili dal menu Stile danno risultati sottilmente diversi.

Gli altri strumenti della toolbar

Degli strumenti della toolbar di cui non abbiamo già trattato, cinque hanno una funzione immediatamente chiara: i primi due da destra (la lente d'ingrandimento e la mano) e i primi tre da sinistra, che rispettivamente ruotano l'immagine di 90 gradi a destra o sinistra e richiamano la finestra delle preferenze del programma.

Tra i rimanenti, Taglierina e Raddrizza foto operano in collaborazione. Il primo serve al cropping dell'immagine e dal suo menu si può impostare il ritaglio su alcuni rapporti standard (1:1, 4:3, 16:9...) o su uno a piacere. Con l'opzione Mostra sovrapposizione la maschera di ritaglio mostra le linee della regola dei terzi. Una volta impostata sull'immagine, la maschera può essere ridimensionata e ruotata; premendo Invio si conferma il cropping.




Le diverse opzioni dello strumento Taglierina

Raddrizza foto serve a raddrizzare l'immagine: lo si attiva e si traccia una linea lungo l'elemento dell'immagine che si vuole orizzontale. Camera Raw fa il resto, impostando sulla fotografia una maschera di ritaglio ad hoc. La maschera è come al solito modificabile, una volta giunti al risultato voluto basta selezionare un altro tool per applicare le modifiche (in questo caso premere Invio fa aprire l'immagine in Photoshop).

Più a destra si trovano due strumenti di correzione: Rimozione macchie e Occhi rossi. Lo strumento Rimozione macchie è molto versatile: nasce per cancellare difetti delle immagini causati da macchie sulle lenti o sul sensore, ma può anche essere usato per cancellare piccoli oggetti indesiderati dalle fotografie. Si clicca sulla zona che si vuole "riparare" per far apparire due cerchi: quello rosso identifica la zona su cui verrà copiata la parte di immagine coperta invece dal cerchio verde; la dimensione di entrambi può essere regolata e il cerchio verde si può spostare indipendentemente da quello rosso. 



Sulla destra Raggio regola la dimensione dei cerchi (ma è più intuitivo regolarla direttamente con il mouse) e Opacità regola l'opacità della correzione apportata. Su una stessa immagine si possono definire quante correzioni vogliamo, l'operazione è come al solito non-distruttiva e si può quindi modificare in qualsiasi momento.



Un'immagine di partenza (a sinistra) e lo schema di Rimozione macchie usato per eliminare le bandiere

Occhi rossi è molto più semplice. Una volta selezionato, si traccia un rettangolo intorno a un occhio che risulta rosso per la luce frontale diretta e sulla destra appare un pannello con due cursori: Pupilla regola la dimensione della zona d'intervento del tool; impostare alti valori del cursore Scurisci fa scurire l'area adiacente a quella corretta, per portare a effetti più naturali.
Il Filtro graduato e i Pennelli di regolazione

Abbiamo lasciato per ultimi due strumenti di Camera Raw particolarmente potenti, al livello di quelli che si trovano nei programmi di fotoritocco vero e proprio.

Filtro graduato, il quarto strumento da destra, permette di applicare sull'immagine delle zone di colore a gradiente lineare. Cliccandolo si posizionano sulla fotografia una linea tratteggiata verde e una rossa: il gradiente inizia dalla prima e finisce alla seconda; tutti i suoi parametri vengono regolati nel pannello che appare nella colonna destra della finestra di Camera Raw.

La ricchezza delle regolazioni di questo pannello mostra che definire Filtro graduato come un gradiente di colore è riduttivo. Nella zona delimitata dalle due linee tratteggiate possiamo variare non solo l'applicazione a scalare di un colore verso un altro (a scelta dalla sezione Colori) ma anche quasi tutti i parametri più tipicamente fotografici del pannelloBase e anche qualcuno del pannello Dettagli.




I parametri modificabili con il Pennello di regolazione. Tranne gli ultimi quattro cursori, il Filtro graduato ha le stesse opzioni.

Il Pennello di regolazione è uno strumento che si trova anche in Photoshop Lightroom e Apple Aperture, con alcune differenze di implementazione. Il suo effetto è quello di "spennellare" sull'immagine una correzione anche complessa (i parametri regolabili sono tutti i principali), il che nella pratica si traduce nella creazione automatica, in tempo reale, di una maschera che definisce dove e con che intensità si debba applicare tale correzione.

Un esempio, tra i tanti possibili, di applicazione del Pennello di regolazione si vede esaminando la differenza tra le figure qui di seguito: solo sulle tre figure centrali della scultura è stata applicata una regolazione per modificare temperatura colore e ombre, portando chiarezza e nitidezza al massimo possibile.


Un semplice esempio di applicazione del Pennello di regolazione

Il limite del Pennello di regolazione di Camera Raw sta più che altro nel rilevamento automatico dei bordi tra i vari elementi dell'immagine, che ci è parso meno efficace di quanto non accada in altri software.

A seguire alcuni video esplicativi sullo stesso argomento, per quelli che preferiscono avere le cose più chiare:


Ottimizzare le foto con camera RAW


Effetti particolari con Camera RAW



Fonte:
www.tomshw.it
www.nadir.it

Nessun commento :

Posta un commento